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Officina
Memoria è
un'associazione culturale nata con lo scopo di
comprendere il passato. Una comprensione che si
prefigge, a propria volta, molti fini. Primo fra tutti
la ricerca della consapevolezza del presente volta alla
costruzione del futuro. Può apparire un gioco tra
dimensioni temporali, ma si tratta di contribuire ad una
funzione vitale per la società: quella della conoscenza
della propria storia, del recupero delle radici.
Il nostro interesse prevalente è il '900. Grande
attenzione abbiamo dedicato, dedichiamo e dedicheremo al
tema della deportazione, uno dei suoi aspetti più bui di
questo secolo. Sempre tentando di creare una relazione
fra chi vive il tempo presente con gli eventi che hanno
costituito l'origine del nostro attuale sistema sociale
e politico.
Non possiamo limitarci a dire alle nuove generazioni che
le loro attuali libertà sono il frutto anche dei
sacrifici dei loro avi. Abbiamo il dovere di
approfondire. Il dovere di spiegare che cosa fu la
deportazione, che cosa furono il nazismo ed i fascismi,
che cosa fu la Resistenza, che cosa furono le esperienze
totalitarie ed autoritarie nel loro complesso. Non
possiamo limitarci ad auspicare che il concetto di
cittadinanza europea divenga sempre più sentito e
conosciuto, nella società, senza avere compreso appieno
che cosa significò il conflitto tra le principali
potenze europee.
L'elenco potrebbe proseguire ma, prima, sorge spontaneo
chiedersi come sia possibile giungere alla conoscenza
della storia. Si tratta di un percorso da costruire che
ha, secondo noi, nelle sue fondamenta, un elemento
essenziale: la ricerca. Ricerca in ambito storico e
politico – sociale.
Crediamo nella costruzione di una memoria che non si
fondi su “sentito dire”, conoscenze generiche, giudizi e
pregiudizi, ma sulla realtà dei fatti. I fatti della
grande storia che si intrecciano con quelli della storia
dei singoli. Ricerca i cui frutti vanno trasmessi e
divulgati in maniera efficace, con linguaggi capaci di
coinvolgere persone tra loro diverse per età e livello
culturale.
Ricerca. Studio e incontro. Studio delle fonti. Incontro
con i luoghi ed con i testimoni. Incontro con i luoghi
significa visitare luoghi significativi dopo percorsi
propedeutici.
Viaggi di studio e di conoscenza. Viaggi già ampiamente
sperimentati nel contesto dell'Archivio storico di cui
sono direttrice e dalla cui esperienza traiamo le basi.
Sarà, infatti, ora Officina Memoria a curare ed
approfondire progetti nell'ambito dei viaggi della
memoria fino ad oggi gestiti dall'Archivio storico
“Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani” e confluiti
nelle attività di Officina Memoria.
Molti progetti. Tra i quali il più noto ed apprezzato
dal mondo della scuola e dalla cittadinanza, è “Un
treno per Auschwitz”. Un viaggio in uno dei luoghi più
significativi della storia europea. Viaggio che
rappresenta un incontro tra generazioni, dato che è
sempre stato rivolto sia agli studenti delle scuole
superiori che al resto della cittadinanza.
Officina Memoria propone altresì la visita ad altri
luoghi significativi per la conoscenza della storia del
sistema concentrazionario: Praga e Terezin, Amsterdam,
il ghetto di Venezia, la Cracovia ebraica. Percorsi che,
a seconda di come vengono strutturati, possono
rivolgersi a lavoratori o a studenti di scuole di ogni
ordine e grado. Incontro con le persone, che assume vero
e proprio valore di ricerca quando ci si confronta con i
testimoni di determinati eventi storici.
Continueremo nella raccolta di testimonianze di ex
deportati ed ex combattenti, non solo perché ci rendiamo
conto di quanto sia preziosa la testimonianza orale, ma
anche per permettere un confronto tra generazioni.
Numerosi progetti dell'Archivio hanno visto in passato
l'incontro tra giovani ed ex deportati ed ex internati
bresciani. Si è trattato di progetti che si sono
mostrati proficui e che, secondo noi, possono
contribuire a formare tra le giovani generazioni una
conoscenza diretta della storia. La storia viene così
percepita come qualcosa che fa parte di noi e che,
dunque, in qualche modo, dentro di noi lascia una
traccia.
Forse questa rappresenta, in assoluto, la nostra più
grande ambizione: trasmettere la sensazione di quanto il
passato ci riguardi, per il fatto di avere contribuito a
renderci come siamo. E allo stesso tempo, dunque,
divenire consapevoli di quanto tutto ciò che facciamo
oggi contribuisca a determinare il futuro.
Per fare in modo che tutto ciò avvenga servono delle
modalità di trasmettere la conoscenza storica capaci di
coinvolgere coloro che la storia la devono apprendere
e, quindi, prive di asettica retorica.
Inoltre pensiamo che sia necessario utilizzare approcci
che non intendano la dimensione emotiva come qualcosa di
inferiore e subordinato alla conoscenza razionale.
Approcci che facciano emergere come le biografie di ogni
singolo siano inestricabilmente legate alla storia della
società in generale. Fare ricerca storica, dunque,
preservando e trasmettendo memoria.
Questi obiettivi condizionano, quindi, le nostre
attività ad avvalersi necessariamente del contributo di
più discipline: la storia, il diritto, la sociologia,
l'antropologia e la pedagogia, la scienza politica.
Questi sono alcuni degli ambiti disciplinari
indispensabili cui crediamo si debba fare riferimento.
Ma la convinzione più radicata in noi è che siamo
coinvolti tutti. Tutti noi abbiamo la responsabilità di
capire, il dovere morale di sapere e di analizzare la
composizione di quel liquido velenoso anche da una sola
goccia, come è il nostro lavoro di tutti i giorni.
Brescia, 27 gennaio 2009
p. Officina Memoria
Presidente
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